I grafici mostrano che le mollette realizzano una connessione dello schermo a massa a bassa impedenza, ma il risultato cambia con la frequenza e con il tipo di montaggio. Nella pagina 135 del catalogo sono rappresentate tre configurazioni: fissaggio a vite, guida DIN e barra da 3 × 10 mm. Per ciascuna sono riportate una curva di impedenza e una di attenuazione.
Cosa mostrano i grafici
L’impedenza aumenta con la frequenza. Alle basse frequenze le connessioni presentano valori molto bassi. Salendo verso decine e centinaia di MHz, diventano più importanti la geometria del collegamento e il percorso fra molletta, supporto e massa.
L’attenuazione diminuisce alle frequenze più alte, con differenze fra le configurazioni. Indicativamente, leggendo le curve intorno a 100 MHz:
Configurazione rappresentata
Attenuazione approssimativa
Fissaggio a vite 20–25 dB
Guida DIN
Circa 30 dB
Barra da 3 × 10 mm
10–15 dB
Sono letture indicative dei grafici, non valori minimi garantiti per ogni modello. In queste prove, il montaggio su guida DIN mantiene le prestazioni migliori alle alte frequenze. Non significa che qualsiasi installazione DIN sia sempre superiore: il grafico descrive il collegamento completo utilizzato nella prova.
Per capire il significato dei dB, nelle stesse condizioni di misura:
- 20 dB: il segnale di disturbo si riduce di circa 10 volte.
- 30 dB: si riduce di circa 32 volte.
- 40 dB: si riduce di circa 100 volte.
Questi rapporti non equivalgono automaticamente alla riduzione delle emissioni dell’intera macchina.
Esempio 1: variatore con cavo motore schermato
Immaginiamo un inverter da 7,5 kW, alimentato a 400 V, collegato al motore con 20 metri di cavo schermato.
Anche se l’inverter commuta, per esempio, a 4 kHz, i fronti rapidi della tensione PWM generano componenti di disturbo a frequenze molto superiori. Per questo contano le prestazioni della connessione dello schermo anche nella zona dei MHz.
La molletta permette di collegare direttamente la calza schermante esposta al supporto metallico vicino all’inverter, con un contatto ampio e un percorso corto. Lato motore, lo schermo va collegato alla carcassa secondo le istruzioni del costruttore.
Il beneficio pratico è offrire alle correnti di disturbo un percorso di ritorno attraverso lo schermo e la massa, limitando il loro accoppiamento con altri cavi.
Esempio 2: buona molletta, supporto collegato male
Lo stesso cavo viene serrato correttamente, ma la guida DIN poggia su una superficie verniciata oppure è collegata alla massa soltanto tramite un filo lungo.
In questo caso la molletta può fare un ottimo contatto con lo schermo, mentre il percorso successivo verso massa compromette il risultato. Le curve del catalogo non sono quindi riproducibili semplicemente montando la molletta: serve anche una connessione efficace del supporto al quadro.
Esempio 3: cavi di segnale vicino all’inverter
Nel quadro sono presenti un encoder o un segnale analogico 0–10 V. Il cavo motore e i cavi di segnale devono seguire percorsi separati; gli schermi dei segnali vanno terminati secondo le istruzioni dei rispettivi dispositivi.
Le mollette aiutano a realizzare queste terminazioni, ma non compensano un cablaggio in cui potenza e segnali corrono affiancati.